Telethon un viaggio che dura 24 anni

Anche quest’anno, per il 24° anno consecutivo, gli italiani parteciperanno alla maratona organizzata da Telethon, i cui proventi saranno devoluti a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare, gara di solidarietà che ha come unico obiettivo quello di sensibilizzare tutti sull’importanza della ricerca.

Italiani popolo generoso che nonostante le tante difficoltà economiche riesce a contribuire donando anche solo 2 euro per aiutare e sostenere la ricerca che quest’anno ha come tema “Io Esisto”, i cui protagonisti sono bambini, famiglie e ricercatori. Io Esisto spiega Telethon , “è il grido di ogni persona colpita da una malattia genetica per cui non c’è ancora una cura, né una terapia e né una diagnosi.”

La settimana scorsa, inoltre, è stato inaugurata la nuova sede del centro di ricerca Tigem, alla ex Olivetti di Pozzuoli, terra di conflitti, contraddizioni e contrasti. Il Tigem ha al suo interno studiosi italiani e stranieri, molti italiani sono riusciti a ritornare in patria, dopo anni di studio all’estero, grazie ai progetti dell’istituto di ricerca nato nel 1994 per volontà di Susanna Agnelli, allora presidente della fondazione.

Il Tigem è ormai un punto di riferimento internazionale per la ricerca e lo sviluppo di strategie terapeutiche e preventive; ciò dimostra che nel nostro paese è possibile portare avanti una ricerca di successo, a livello internazionale, basata sul merito e sull’efficienza, laddove gli studiosi lavorano fianco a fianco nella ricerca di nuove terapie.

Per aiutare la ricerca ognuno di noi può contribuire ancora fino al 18 dicembre donando da rete fissa o cellulari 2 euro, può essere poco, ma può essere anche tanto perché con un semplice gesto si può regalare una speranza alle persone colpite da malattie genetiche.

Articolo scritto da

Giovanna Meffi

Mi chiamo Giovanna Meffi, sono nata in provincia di Salerno, ma vivo a Scoglitti in provincia di Ragusa. Dopo aver frequentato l’università di Napoli ed essermi laureata in Lingue e culture straniere ho deciso di ritornare laddove penso sia il mio posto. Sarei potuta andare ovunque o rimanere a Napoli ma sono del parere che dobbiamo utilizzare le nostre competenze per il nostro paese, anche se è difficile, soprattutto in questo periodo perciò sono rimasta per non impoverire la mia patria. Ho fatto vari lavori, alcuni attinenti ai miei studi, altri meno, ma sono sempre alla ricerca del mio lavoro ideale.


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