Un buon caffè contro la cerrosi epatica

Da un recente studio è emerso che il consumo di caffè è associato a un rischio minore di sviluppare la cirrosi epatica.

La ricerca effettuato dai studiosi dell’università di Singapore è emerso che bere due o più tazze di caffè nell’arco della giornata aiuta a ridurre il rischio di morte legato a questa malattia di oltre il 65 per cento.

Per molto tempo è stata prestata molta attenzione ai potenziali effetti dannosi del caffè sull’apparato gastroenterico, infatti i medici hanno a lungo sconsigliato il caffè perché ritenuto dannoso per il fegato.

Oggi, invece, si riconosce l’effetto benefico di questa bevanda per quest’organo.

Il caffè non è una semplice soluzione di caffeina ma è una bevanda che contiene centinaia di specie molecolari.

Tra queste parecchie sono “sostanze bioattive”, ossia hanno proprietà tali da esplicare un ruolo nel metabolismo della cellula. Esse comprendono, oltre agli alcaloidi stimolanti come la caffeina, anche minerali come il potassio, precursori delle vitamine come la trigonellina, antiossidanti come gli acidi clorogenici e le melanoidine, lipidi terpenici come kahweolo e cafestolo, ecc…

Alcune molecole come il kahweolo e il cafestolo si sono rivelate particolarmente protettive per le cellule epatiche.

 

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