Ferrovie: il Regolamento dell’Autorità Trasporti sulla tutela passeggeri

treno

Il 21 maggio scorso è entrato in vigore il decreto legislativo 70/2014 che disciplina le sanzioni sulle violazioni dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario.

La normativa, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, è l’attuazione di un Regolamento comunitario sul trasporto ferroviario (Ce n.137/2007) che l’Unione Europea ha imposto a tutti i Paesi nel 2007 con cui sono state riconosciute numerose tutele ai passeggeri dei treni.

Il regolamento è stato recepito da tutti gli Stati membri il 3 dicembre 2009, solamente l’Italia ha ottemperato con un ritardo di ben 4 anni.

Tra le tante novità l’Autorità ha previsto un “Modulo di reclamo” per l’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni previste dal decreto legislativo.

Ora i passeggeri avranno la possibilità di segnalare, direttamente o attraverso le associazioni dei consumatori, i comportamenti scorretti subiti, dai quali potrà discendere una sanzione pesante sull’impresa ferroviaria.

Si parla di multe da 5mila euro per inosservanza degli obblighi informativi fino a 150mila euro, pena massima per l’inosservanza dell’obbligo di copertura assicurativa minima sui bagagli.

Tuttavia è bene chiarire che i reclami e le segnalazioni all’Autorità non riguardano la gestione della pratica per il singolo risarcimento o rimborso, per il quale occorrerà seguire, come sempre, la procedura di reclamo all’impresa ferroviaria, autonomamente o attraverso le associazioni dei consumatori.

Tuttavia la denuncia all’Organismo di controllo potrà servire per il riconoscimento del singolo diritto, infatti la società, per evitare di subire sanzioni, farà tutto il possibile per dimostrare di aver rimosso il proprio illegittimo comportamento, e ciò anche procedendo al risarcimento.
Occorre sottolineare che il reclamo non è ammissibile qualora non ne sia già stato presentato un altro all’impresa ferroviaria (o al gestore dell’infrastruttura, al gestore di stazione o al tour operator) o qualora non sia inutilmente decorso il termine di 30 giorni e, laddove giustificato, di 3 mesi, previsti dalla procedura avviata a seguito di reclamo all’impresa.

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