Pensioni: mini rimborsi? Ecco come fare ricorso all’Inps

pensione

Pensioni, arrivato il decreto è già pronto il ricorso. Dopo la decisione del governo Renzi di rimborsare solo 2 miliardi sui 18 sottratti dallo Stato ai pensionati, gli ex lavoratori sono pronti a farsi valere per vie legali sul diritto a vedersi restituire i propri soldi in busta Inps.

Questo è un approdo naturale del caso pensioni, dopo che il governo ha deciso di mantenere gli impegni presi in sede europea, mantenendo il rapporto deficit/Pil al di sotto del 3%, dunque erogando lo stretto indispensabile ai pensionati sperando in un’accoglienza non troppo negativa.

Le fasce dei rimborsi

La linea del governo, come noto, è quella di includere nel computo delle restituzioni le pensioni che vanno  da 1443 euro lordi a 2890. Secondo il piano del ministro Padoan, elaborato di concerto con il presidente del Consiglio e approvato in Consiglio dei ministri la scorsa settimana, saranno attribuiti 750 euro 750 fino a 1700 euro lordi di pensione, 450 a chi prende fino a 2000 euro, 278 euro a chi riceve fino a 2700 euro. A questi, poi, si andranno a sommare i ricalcoli del 40% entro 1924 euro, del 20% entro i 2405 euro e del 10% tra le 5 e le 6 volte il minimo.

Uno sforzo che non è sicuramente vicino alle pretese di molti pensionati, come anche i sindacati e le associazioni di rappresentanza hanno denunciato all’indomani della presentazione.

Basti pensare, ad esempio, che secondo i calcoli della Cgia di Mestre, un pensionato con assegno Inps pari a tre volte il minimo, per effetto del blocco dell’indicizzazione deciso dalla legge Fornero, si sarebbe visto sottrarre quasi 1500 euro in totale. Oggi, in base ai citeri del “bonus Poletti”, come è stato ribattezzato dal premier, arriverebbe a ottenere appena la metà del dovuto.

Ancora inferiore, ovviamente, la quota in proporzione per chi ha un reddito più alto, con l’inera fascia oltre i 3mila euro lordi al mese rimasta completamente estranea alle restituzioni post sentenza.

La lettera da inviare all’Inps

Insomma, ce n’è abbastanza per una valanga di ricorsi che, presumibilmente, si abbatterà nelle prossime settimane sull’esecutivo. Nei giorni scorsi, Beppe Grillo ha pubblicato sul proprio blog un modello di lettera da inviare all’Inps per vedersi riconosciuto l’intero ammontare delle cifre non erogate a causa del blocco.

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Articolo pubblicato su www.leggioggi.it

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