Il consumo eccessivo di carni lavorate provoca il cancro

carne

Consumare salumi, prosciutto e ogni genere di carne lavorata causa il cancro: l’allarme arriva dall’agenzia di ricerca sul cancro dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) fa rilevare che il dato conferma le attuali raccomandazioni “a limitare il consumo di carne”.

L’agenzia include la carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre.

Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa“.

Le carni lavorate come i wurstel “sono cancerogene”, e vanno inserite nel gruppo 1 delle 115 sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. Meno a rischio quelle rosse non lavorate, inserire fra le ‘probabilmente cancerogene’.

La decisione dell’Oms di inserire carni lavorate e carni rosse nella lista delle sostanze cancerogene è “un invito a tornare alla dieta mediterranea“, ha commentato Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). “Per quanto riguarda le carni rosse è una questione di modalità e di quantità, non esiste una ‘soglia di esposizione’ oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, una o due volte a settimana al massimo“.

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